Acireale
37°36,45' N - 15°9,78' E
37°36,45' N - 15°9,78' E
Ali Terme
38°0,33' N - 15°25,45' E
38°0,33' N - 15°25,45' E
Capo D'Orlando
38°8,65' N - 14°43,83' E
38°8,65' N - 14°43,83' E
Castroreale terme
38°8,83' N - 15°9,73' E
38°8,83' N - 15°9,73' E
Isola di Salina
38°33,32' N - 14°49,97' E
38°33,32' N - 14°49,97' E
Lipari
38°27,85' N - 14°57,25' E
38°27,85' N - 14°57,25' E
Messina
38°10,98' N - 15°33' E
38°10,98' N - 15°33' E
Milazzo
38°13,3' N - 15°14,33' E
38°13,3' N - 15°14,33' E
Mortelle
38°11,1' N - 15°33,28' E
38°11,1' N - 15°33,28' E
Panarea
38°38,22' N - 15°4,52' E
38°38,22' N - 15°4,52' E
Portorosa
38°7,6' N - 15°6,7' E
38°7,6' N - 15°6,7' E
Reggio Calabria
38°6,58' N - 15°38,55' E
38°6,58' N - 15°38,55' E
Sant'Agata Di Militello
38°4,12' N - 14°37,97' E
38°4,12' N - 14°37,97' E
Sant'Alessio Siculo
37°55,52' N - 15°20,97' E
37°55,52' N - 15°20,97' E
Santa Maria la Scala
37°37' N - 15°10,6' E
37°37' N - 15°10,6' E
Taormina
37°51,18' N - 15°17,27' E
37°51,18' N - 15°17,27' E
Tindari
38°9,02' N - 15°2,82' E
38°9,02' N - 15°2,82' E
Villa San Giovanni
38°13,68' N - 15°38,35' E
38°13,68' N - 15°38,35' E
Vulcano
38°24,85' N - 14°58,08' E
38°24,85' N - 14°58,08' E
di Monica
A ovest di Marina di Portorosa, sotto il promontorio di Tindari, è ben visibile la laguna di Marinello. Rispettando la distanza di 200 metri dalla riva ed evitando di danneggiare, calpestandola, la vegetazione, è possibile visitare questa Riserva Naturale a piedi o in bicicletta. (http://www.pattietindari.it/home11.jsp).
La formazione delle strisce di sabbia della località di Marinello non risale ad epoca remota; infatti le prime notizie si collocano all'inizio del XIX secolo. Trasformazioni di carattere agricolo, disboscamenti e la realizzazione delle arterie autostradali hanno favorito i depositi ed incrementato la striscia di sabbia che ha dato luogo alla formazione della laguna.
Il Piovanello Maggiore e il Giunco pungente sono due tra le 57 specie vegetali che crescono nella laguna, caratterizzata anche dalla presenza della tipica macchia mediterranea, con piante di erica, mirto, capperi e fichi d'india. L'area protetta alle porte di Marina di Portorosa si estende per più di 400 ettari e la fauna che vi è ospitata si sviluppa grazie all'apporto di detriti dall'alto contenuto biologico del torrente Timeto. Il prelevamento di sabbia – destinata per lo più all'edilizia – rischia però purtroppo di compromettere la sopravvivenza di alcune specie ittiche,come la buenia affinis e la vongoletta locale. La Guardia Costiera e i Guardia-parco vigilano affinché quest'area suggestiva, ricca di flora e fauna e luogo di sosta per uccelli migratori, si conservi nella sua bellezza e integrità.
Percorrendo la laguna di Marinello verso nord, si può incontrare un sentiero dal nome leggendario, Antigone; ripristinato in tempi recenti, questo sentiero, dopo l'attraversamento del canale Nerone, conduce alla Contrada di Rocca Femmina. Da qui si può accedere ad una zona di grotte naturali, conosciute con il nome di Donna Villa. A circa 76 metri sul livello del mare, le caverne non sono facilmente accessibili, ma l'interno di esse presenta per i più coraggiosi appassionati di speleologia e geologia che hanno ormeggiato alla Marina di Portorosa un paesaggio ricco di formazioni stalattite e stalagmitiche; una serie di minuscoli fori creati da molluschi marini, dimostra che, in epoche remote, la grotta si trovava sotto il livello del mare. Questo fenomeno ha alimentato la fantasia popolare che ha visto in questi microfori le tracce rabbiose delle unghie di una maga: simile alla Circe di Omero, si sfogava così quando non riusciva ad attirare i naviganti di passaggio che seduceva con il suo canto per poi ucciderli crudelmente divorandoli.
Marina di Portorosa
www.marinadiportorosa.com
di Monica
A ovest di Marina di Portorosa, sotto il promontorio di Tindari, è ben visibile la laguna di Marinello. Rispettando la distanza di 200 metri dalla riva ed evitando di danneggiare, calpestandola, la vegetazione, è possibile visitare questa Riserva Naturale a piedi o in bicicletta. (http://www.pattietindari.it/home11.jsp).
La formazione delle strisce di sabbia della località di Marinello non risale ad epoca remota; infatti le prime notizie si collocano all'inizio del XIX secolo. Trasformazioni di carattere agricolo, disboscamenti e la realizzazione delle arterie autostradali hanno favorito i depositi ed incrementato la striscia di sabbia che ha dato luogo alla formazione della laguna.
Il Piovanello Maggiore e il Giunco pungente sono due tra le 57 specie vegetali che crescono nella laguna, caratterizzata anche dalla presenza della tipica macchia mediterranea, con piante di erica, mirto, capperi e fichi d'india. L'area protettta si estende per più di 400 ettari e la fauna che vi è ospitata si sviluppa grazie all'apporto di detriti dall'alto contenuto biologico del torrente Timeto. Il prelevamento di sabbia – destinata per lo più all'edilizia – rischia però purtroppo di compromettere la sopravvivenza di alcune specie ittiche,come la buenia affinis e la vongoletta locale. La Guardia Costiera e i Guardia-parco vigilano affinché quest'area suggestiva, ricca di flora e fauna e luogo di sosta per uccelli migratori, si conservi nella sua bellezza e integrità.
Percorrendo la laguna di Marinello verso nord, si può incontrare un sentiero dal nome leggendario, Antigone; ripristinato in tempi recenti, questo sentiero, dopo l'attraversamento del canale Nerone, conduce alla Contrada di Rocca Femmina. Da qui si può accedere ad una zona di grotte naturali, conosciute con il nome di Donna Villa. A circa 76 metri sul livello del mare, le caverne non sono facilmente accessibili, ma l'interno di esse presenta per i più coraggiosi appassionati di speleologia e geologia, un paesaggio ricco di formazioni stalattite e stalagmitiche; una serie di minuscoli fori creati da molluschi marini, dimostra che, in epoche remote, la grotta si trovava sotto il livello del mare. Questo fenomeno ha alimentato la fantasia popolare che ha visto in questi microfori le tracce rabbiose delle unghie di una maga: simile alla Circe di Omero, si sfogava così quando non riusciva ad attirare i naviganti di passaggio che seduceva con il suo canto per poi ucciderli crudelmente divorandoli.
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