Capo Peloro

di Gianluca
Latitudine 38°16' N Longitudine 15°39,17' E
 
Ali Terme
38°0,33' N - 15°25,45' E
 
Bagnara Calabra
38°17,35' N - 15°48,47' E
 
Bianco
38°5,5' N - 16°8,98' E
 
Bivona
38°41,22' N - 16°4,35' E
 
Bova Marina
37°55,87' N - 15°55,07' E
 
Bovalino
38°8,97' N - 16°10,47' E
 
Briatico
38°43,62' N - 16°2,02' E
 
Castroreale terme
38°8,83' N - 15°9,73' E
 
Gioia Tauro
38°25,45' N - 15°53,95' E
 
Joppolo
38°35,05' N - 15°53,87' E
 
Marina di Nicotera
38°33,32' N - 15°56,25' E
 
Melito Di Porto Salvo
37°55,37' N - 15°46,32' E
 
Messina
38°10,98' N - 15°33' E
 
Milazzo
38°13,3' N - 15°14,33' E
 
Mortelle
38°11,1' N - 15°33,28' E
 
Palmi
38°21,52' N - 15°50,95' E
 
Parghelia
38°40,9' N - 15°55,37' E
 
Pizzo Calabro
38°44,35' N - 16°9,98' E
 
Portorosa
38°7,6' N - 15°6,7' E
 
Reggio Calabria
38°6,58' N - 15°38,55' E
 
San Ferdinando
38°29,18' N - 15°55,15' E
 
Sant'Alessio Siculo
37°55,52' N - 15°20,97' E
 
Scilla
38°15,1' N - 15°43,17' E
 
Taormina
37°51,18' N - 15°17,27' E
 
Tropea
38°40,53' N - 15°53,72' E
 
Vibo Valentia
38°40' N - 16°4,98' E
 
Villa San Giovanni
38°13,68' N - 15°38,35' E
di Monica
La punta di Capo Peloro è l’estremità nord-orientale della Sicilia, poco distante dal Marina del Nettuno, nel porto di Messina. facilmente individuabile grazie alla presenza di un gigantesco traliccio in acciaio di oltre 200 m. di altezza, ora in disuso ma che fino agli anni Novanta serviva a condurre l’energia elettrica all’isola. Adesso la struttura è un punto di riferimento per chi naviga nello Stretto; alle sue spalle c’è la cosiddetta Torre degli Inglesi: cinquecentesca, a tronco di cono e circondata da un fortilizio, fu sede di un avamposto britannico nel XIX secolo, all’epoca dell’invasione inglese. Dal 2001 ospita il Parco Horcynus Orca, una fondazione a partecipazione mista che ha promosso una campagna di scavo nella zona a ridosso della torre; gli archeologi hanno potuto individuare il basamento di un faro di età romana e alcune cisterne, i reperti rinvenuti sono stati esposti nell’ex fortino, visitabile su prenotazione. La riserva naturale è stata istituita allo scopo di salvaguardare l’area lagunare di Capo Peloro, ma le iniziative di tutela e valorizzazione coinvolgono l’intero Stretto che è considerato un grande laboratorio naturalistico. I continui riflussi delle acque dei due mari non solo ripuliscono l’ambiente marino conferendogli costantemente trasparenza, ma hanno favorito un ecosistema ricco e particolarissimo, meta di transito per specie migratorie marine, come il tonno, l’aguglia, il pescespada. Da segnalare anche il passaggio in queste acque di mante, balenottere, capodogli e squali: approfittate di questo eccezionale punto di avvistamento se avete ormeggiato al Marina del Nettuno. Di millenaria tradizione, la pesca del pescespada fa parte a pieno titolo dello scenario dello Stretto: le feluche, le imbarcazioni utilizzate per la cattura, presentano una lunghissima prua e un’alta antenna centrale dalla cui sommità le vedette avvistano le prede e le segnalano al fiocinatore sulla punta estrema della prua. Molto tempo è trascorso dalle descrizioni di Omero, Polibio e Strabone e le feluche sono oggi provviste di motore, ma la caccia al pescespada conserva quel carattere di sfida tra l’uomo e la natura; le grida e i rituali antichissimi, come l’incisione che viene praticata sulle branchie in segno di rispetto, si ripetono ancora da maggio a settembre e ci raccontano i secoli di storia che hanno solcato queste acque. . Porto di Messina, Marina del Nettuno: www.marinadelnettuno.com
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