A sole 11 miglia dal Promontorio dell’Argentario l’Isola del Giglio è la seconda per dimensioni dopo la più grande e famosa isola d’Elba, è la più meridionale dell’Arcipelago Toscano insieme a Giannutri. Il mare cristallino color smeraldo, con i suoi fondali ricchi e pescosi, fanno da cornice ad un territorio ancora selvaggio. L’Isola ospita una ricca flora mediterranea, e da marzo a giugno è un’esplosione di colori. Il Giglio ospita anche alcune rare specie animali tra le quali il Falco Pellegrino e il Gabbiano Reale, sono invece completamente assenti la vipera ed altri animali velenosi. Ma uno dei motivi per cui vale davvero la pena di visitare l’Isola consiste nella varietà delle coste, che si sviluppano per 28 km, e che si alternano tra scogliere di granito levigato a baie, calette e spiagge sabbiose, offrendo quasi sempre, la possibilità di spostarsi al ridosso e di fare il bagno in acque tranquille dal lato opposto a quello battuto dal vento. La costa e gli approdi: Il Giglio è un'isola con una costa non particolarmente frastagliata presenta comunque insenature e ripari assieme a punti paesaggisticamente notevoli. L'approdo principale è "Giglio Porto" sul versante orientale. Unico Porto dell’Isola, piccolo e pittoresco, dalle case multicolori ed il mare di una limpidezza impensabile per un porto (se ne vede il fondale!) Due moli delimitano il porto. All'interno si trova un pontile utilizzato per l'attracco dei traghetti che collegano l'isola a Porto S. Stefano. Attenzione perchè la presenza di catenarie nel fondo può causare l'incagliamento dell'ancora. Oltre al Porto è possibile ripararsi, nella "baia del Campese" con fondo sabbioso ed una grande spiaggia; nella "Cala delle Cannelle" e nella "Cala delle Caldane" entrambe poco a sud del porto. Tra il porto e le cale si trovano alcuni scogli all'interno dei quali è possibile la navigazione. La "Baia del Campese" caratterizza il lato nord-occidentale. Ultimo a nascere come centro abitato, costituisce l’insediamento turistico più importante dell’Isola con al sua ampia spiaggia sabbiosa. La baia, è incorniciata, dal Faraglione da un lato, e dall’imponente Torre medicea dall’altro. La "Baia del Campese" offre un buon riparo dai venti meridionali, ma nessuna protezione per i venti di Maestrale. Nel lato orientale, vicino alla torre, esiste uno scivolo adatto all'alaggio di gommoni o piccole barche. Sempre nei pressi della torre ha preso forma un porticciolo naturale molto piccolo.
Porto Ercole è un piccolo centro dell’Argentario, che è riuscito a conservare intatto l’aspetto del paese di pescatori, si trova sulla costa orientale del promontorio, all’interno del Parco Nazionale dell’Argentario. Nel Cinquecento, diventò un dominio spagnolo e in questo periodo fu un importante centro di difesa della costa andando a formare, assieme a Porto Santo Stefano, Orbetello, Ansedonia, Talamone e Porto Longone lo stato dei Presidi governato dal vicerè di Napoli. In questo periodo furono edificati i forti Filippo, Stella, S. Caterina e la Rocca. Sempre in quest’area, alcuni dicono sulla Feniglia, morì in circostanze mai chiarite, Michelangelo Merisi, detto Caravaggio. L’Argentario offre un ambiente marino di grande varietà che riesce a soddisfare veramente tutti. Nasce come isola, ma nel corso dei secoli le correnti marine e del fiume Albegna hanno creato due tomboli, il Tombolo di Giannella ed il Tombolo della Feniglia, che hanno unito l'isola alla terra ferma, formando nel contempo la Laguna di Orbetello. Le due spiagge hanno alle spalle ombrose pinete fantastiche per le escursioni in montain-bike. Per gli amanti dei fondali rocciosi invece, lungo tutta la costa dell'Argentario, alte scogliere si alternano a suggestive calette e spiagge selvagge ed isolate bagnate da un mare cristallino. La costa molto irregolare offre ai subacquei innumerevoli punti di immersioni differenti l'uno dall'altro: pareti, grotte, secche e relitti in un mare ricco di vita.