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23/06/10
Trovati in mare rifiuti..e reperti archeologici!
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Si e' conclusa con l'annuncio del ritrovamento di antichi reperti, presumibilmente risalenti al periodo greco-romano, tra i rifiuti presenti sul fondale di Porto Santo Stefano recuperati in occasione della campagna Cobat (Consorzio obbligatorio batterie esauste)-Marevivo 'Chi avvelena il mare uccide tutto il pianeta', la giornata di chiusura della decima edizione della rassegna Stelle di mare lungo il fiume, organizzata dall'Associazione Ambientalista Marevivo, presso la sua sede galleggiante ormeggiata sulle rive del Tevere in pino centro di Roma. Nove batterie elettriche , due biciclette, una tv, dodici pneumatici, una bottiglia di prosecco chiusa, un mocassino: questo e molto altro, per un totale di circa mille kg di rifiuti sono stati recuperati questa mattina dalla divisione subacquea di Marevivo in collaborazione con Cobat nella prima giornata della campagna, svoltasi presso il molo Garibaldi di Porto Santo Stefano all'Argentario. Tra i rifiuti sono stati recuperati anche tre antichi frammenti di anfore presumibilmente greco-romane. Gli importanti reperti storici sono stati presi in consegna dal Comandante della Capitaneria di Porto Federico Giorgi, presente al momento del ritrovamento. I reperti saranno custoditi dalla Guardia Costiera in attesa di un sopralluogo della Soprintendenza alle Belle Arti di Siena. Tutti i rifiuti raccolti sono stati caricati negli appositi camion della Busisi Ecologia, azienda incaricata da Cobat per la raccolta. ''Questa mole di rifiuti recuperati porta la triste testimonianza di pratiche scellerate e miopi da parte di fruitori del mare poco attenti alla salvaguardia non solo di un bene comune ma anche della propria persona - evidenzia Marev ivo - . I fluidi velenosi, come piombo e solfiti contenuti nelle batterie, si disperdono nell'ambiente marino, avvelenando il pesce che pescato torna poi sulle nostre tavole''.
TAG:
inquinamento ,porto santo stefano ,argentario ,rifiuti